L’istinto…un salto quantico?

struzzo.jpgTempo fa, tenendo un corso a Milano, mi si avvicinò una delle partecipanti che mi consegnò un documento perché lo leggessi: si trattava di alcuni appunti.

Lo fece durante un intervallo. I suoi occhi brillavano, di colore azzurro verdastro, piccoli, un po’ nascosti,…la cosa eccezionale era che questa donna aveva più di ottant’anni: piccolina e magrolina, ma nel modo in cui mi chiese di leggere vidi una forza, una tenacia, un’intenzione molto speciali; in qualche modo mi catturò, o perlomeno mi intrigò, dato che riuscì a farmi leggere i suoi appunti…e li lessi. Lo dico perché ultimamente non leggo libri (evidentemente ne consulto qualcuno ogni tanto), perché apprendo molto di più dalle fonti di informazione più dirette, come per esempio dagli animali.

La signora voleva parlare con me ad ogni costo, e siccome l’unica possibilità era di condividere la strada verso la stazione, una volta finito il corso, invece di prendere un taxi si offrì di accompagnarmi lei stessa con la sua auto. L’aveva parcheggiata nel centro di Milano in una piccola via del centro storico. “Caspita!” Pensai, attraversare e cercare parcheggio nel centro di una città come questa, e trovarlo! Dopo mi dimostrò la sua abilità nel destreggiarsi tra i giovani italiani, guidando nelle loro città, tra tram, moto e biciclette, per strade ciottolate, con binari di tram inclusi. “ Grande!” Ho pensato, non so cosa desiderasse spiegarmi, ma se prima mi aveva intrigato, ora m’interessava la sua attitudine. Lei è stata l’unico motivo per leggere gli appunti, anche se di quello che mi spiegò durante il percorso, non capii nulla, perché mi parlava di recuperare la vita di persone morte…(?)…

Portai per parecchi giorni gli appunti nella valigia, fino a quando una notte di quelle in cui si ha voglia di leggere qualcosa, li presi: non capii nulla…

Si trattava delle esperienze di uno scienziato russo. Ho constatato che le cose che non capisco sono proprio quelle che più mi interessano, perché scopro che ho molto da imparare. E mi danno una ragione in più per vivere. Queste cose che non capisco non le metto da parte, le “parcheggio” temporaneamente in qualche angolo dove sono sicuro che i miei neuroni un giorno le potranno trovare.

Ma la cosa più divertente é che molti concetti di questi appunti li sto applicando e fanno parte della mia vita. Uno di questi è il cambio materia/energia (sto parlando del comportamento degli atomi del nostro corpo) che sperimentano gli animali, i quali lo applicano, e l’ho potuto verificare…, ma non é il tema di questo articolo, forse più avanti… Altro concetto che sto applicando di quegli appunti è quello che concerne l’istinto.

Lo scienziato autore degli appunti che si chiama Gregory Gravbovoi (oh! prima di cercarlo in Google finite questo articolo! Io non l’ho ancora cercato), commenta un esperimento realizzato da scienziati americani con degli struzzi. A proposito, ho potuto sperimentare l’energia degli struzzi africani ed é incredibile il loro funzionamento quantico.

L’esperimento: é risaputo che gli struzzi mettono la testa sotto l’ala quando si vogliono nascondere da qualcosa che li spaventa. Però è anche risaputo che quando ciò che gli spaventa é “mortale” non perdono tempo a nascondere la testa sotto l’ala, ma scappano correndo a tutta velocità.

Ma…come fa lo struzzo a sapere se lo spavento é da fuga o da testa nascosta? Pare che, secondo l’esperimento, nel tempo di un minuto lo struzzo indovini sempre, cioè, sa in anticipo ciò che potrà accadere nel minuto seguente, “nel futuro”.

L’esperimento continua, provocando “spaventi” ai poveri struzzi, e da quanto è stato constatato oltre il minuto lo struzzo non controlla più molto, insomma a volte sbaglia la scelta, da ciò si deduce che l’ “istinto” dello struzzo si traduce in, approssimativamente, un minuto di quello che noi chiamiamo tempo (il suo salto quantico nel tempo é di un minuto).

Definendo questo concetto in altre parole, l’istinto potrebbe essere un salto nel tempo. Non spiegherò ora i molteplici esempi che esistono su questo “salto nel tempo”…, uno di questi sono i sogni nei quali spesso sogniamo persone che incontreremo il giorno seguente. Altro esempio chiarissimo é quando i famosi scacchisti russi giocano contro il computer: l’importante non è sapere chi vince, ma che il computer può calcolare moltissime mosse, “migliaia”, in un secondo, e lo scacchista no, in questo momento non saprei dire quante, ma sicuramente non sono migliaia.
Lo scacchista realizza un salto nel tempo e “intuisce” le mosse che la macchina eseguirà negli istanti successivi. La macchina calcola, accumula e processa informazioni, ma non é in grado d’intuire. O per lo meno non i computer utilizzati per il gioco degli scacchi.

Gli appunti dello scienziato parlavano di altri animali, di altri “lapsus di tempo” e di altri esperimenti, come il controllo del cambio di comportamento materia/energia nel corpo dell’animale…, temi che per il momento non commentiamo, meglio sperimentare che scrivere, infondo abbiamo tutti le informazioni a portata di mano…, tutti abbiamo gatti, formiche, cani, uccelli…, che ci circondano per poter imparare da loro, certo!

Questi esseri chiamati “irrazionali” non perdono tempo pensando all’ipoteca, alle tasse, alle multe, alla crisi, alle banche, ai crediti…, loro hanno tutto il giorno per vivere, sperimentare, imparare…
Poi certo, parlando di animali, tralasciavo i cavalli. Concludendo l’articolo racconterò un aneddoto riferitomi da un’amica che fa coaching con i cavalli.

Il coaching: Un giorno, facendo esercizi con una persona tossicodipendente*, la coach gli suggerisce di dare un nome ai cavalli, uno lo chiamò “cocaina” e all’altro “spinello”. Fanno degli esercizi per parecchio tempo fino a quando la coach gli dice che il tempo è concluso che devono salutarsi. Allora la persona si dirige da uno dei cavalli e gli dice: “cocaina vai via!” ed il cavallo se ne va. Inseguito dice “spinello vai via!”, ma “spinello” non se ne va. La persona insiste varie volte, alzando anche il tono della voce, ma “spinello” non se ne va. Finalmente interviene la coach che gli domanda: “Ma tu vuoi lasciare la cocaina?” Lui risponde di si, che gli ha fatto veramente male, che è convinto. In seguito gli chiede: “E vuoi anche lasciare lo “spinello”?….e la risposta è stata: “Certo che uno “spinello” ogni tanto….”

In somma non so se i cavalli sanno il castigliano, l’inglese, il cinese o il russo, ma ciò che so per certo è che conoscono un linguaggio, che a quanto pare è molto efficace e chiaro. Ce lo insegnano a scuola? Perché no, se gli animali lo parlano? Sarà molto difficile? O è che perdiamo il tempo in altre cose..? Più importanti?

L’istinto: È un salto quantico nel tempo? Si può parlare e scrivere molto di quantica e, soprattutto, dare nomi ad ogni concetto che si scopre. Ma si può anche “vivere la quantica”, magari è molto più semplice, a prezzi accessibili e a buon mercato…, gli animali stanno tutto il giorno in questo e funziona. A proposito, parlando di quantica, il placebo fa anche meraviglie…
Personalmente, da qualche tempo, preferisco non parlare tanto di quantica dato che tutto è quantico…, Ops! adesso dovrò cambiare il logo, ahh l’essere sempre in evoluzione e cambiando opinione…

*Ho avuto la fortuna di condividere una sessione con una persona che era stata tossicodipendente, e alcuni giorni dopo con sua madre. Ho potuto constatare che alla madre si illuminavano gli occhi e affermava categoricamente che, dei suoi quattro figli, colui al quale voleva più bene e dal quale era maggiormente ben voluta, era certamente il tossico. Quando lo disse fu un momento di grande emotività, ho ancora impresso nella mia mente l’immagine del sorriso della madre.

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