May I? Can I? Should I?

articolo GabryRingrazio l’Amica Gabriella A., alla quale, qualche tempo fa, chiesi di scrivere un articolo relativo alla sua esperienza con il mondo dell’Energia, della Forza Vitale.

Anima sensibile e delicata quale Essa è, ha prodotto queste interessanti riflessioni, che vi invitiamo a leggere…
“Sono quasi due anni che frequento il mondo della “forza vitale”: mi ha subito affascinato.
E da poco meno ho iniziato a sentire questa realtà, potente quanto impalpabile, come una parte profonda di me e ad averne una tale confidenza che l’uso della radioestesia è diventato quotidiano, sia in relazione a me sia in relazione agli altri.
Una realtà affascinante che mi ha dato pienezza e mi ha fatto riscoprire la mia identità.
Ci sono delle riflessioni che ritengo importanti da sviluppare quando ci si addentra in questa realtà; riflessioni che mi sono state generate da alcune intuizioni, che mi conducono in questo cammino. Vorrei condividerle.
In sintesi, i tre temi che vorrei proporre si possono sintetizzare in tre espressioni, tre domande che mi pongo sempre prima di avviare un intervento di rebalance per me o per altri: May I? Can I? Should I?
Termini inglesi che sintetizzano e racchiudono in sé riflessioni articolate. Vediamole.
“May I ?”

Questo termine sintetizza la domanda “mi è consentito?”; esprime dunque una verifica che deve sempre essere fatta prima di avviare qualsiasi intervento. In altre parole ricorda la necessità di avere sempre l’autorizzazione della persona interessata. Autorizzazione che può considerarsi implicita se la persona stessa ha chiesto un intervento ma che assolutamente va verificata nel caso in cui la persona, pur presente, non lo abbia chiesto ovvero la persona non sia presente e si operi con un intervento a distanza.
La necessità di una risposta affermativa alla domanda “May I?” deriva dalla profondità della relazione che si instaura quando si lavora con la forza vitale.
Partiamo da una constatazione quasi banale: certamente il movimento di un braccio è più evidente e apparente del battito di un cuore: ma ai fini della vita l’importanza delle due energie è inversamente proporzionale all’evidenza! Al pari, il movimento della forza vitale apparentemente non si vede, ma ciò non esclude che sia determinante nella vita. E come la fisica quantistica ormai spiega in modo molto efficace, tra gli esseri viventi ci sono connessioni sottili molto più profonde e complesse di quelle evidenti fondate sui sensi . (1)
Riconoscere e interferire con tale forza significa quindi intervenire in modo rilevante e profondo nelle relazioni tra esseri viventi; e l’effetto può essere amplificato quando la forza vitale è mossa dall’intenzione.
Data questa breve premessa può ora comprendersi meglio perché l’autorizzazione ad avviare un rebalance sia necessaria: sia per un dovuto rispetto verso la persona interessata sia per gli effetti che può generare.
Dall’esperienza –anche diretta e personale a seguito di auto trattamento- ho infatti subito imparato che il riequilibrio generato da un intervento sulla forza vitale può essere preceduto da temporanei peggioramenti o malesseri, che hanno cause ed effetti che potrebbero definirsi quasi analoghi a quelli del cosiddetto “aggravamento omeopatico” (2) : l’intervento può infatti condurre a rielaborare esperienze memorie o vissuti che riemergono –comunque sempre in modo temporaneo e sintetico e con effetto disintossicante – prima di essere definitivamente superati e neutralizzati.
La consapevolezza di tale possibile effetto conferma quindi l’importanza della verifica del “May I”, ma ci ricorda anche l’importanza di informarne l’interessato, ponendolo così in grado di non bloccare il processo e di accogliere gli eventuali temporanei effetti di malessere come espressione di liberazione e disintossicazione da vecchi e consolidati schemi.
“Can I?”

Anche questa espressione esprime la domanda “posso” ma nell’accezione anglosassone del “sono in grado?”. Non si tratta quindi di verificare se sussiste un permesso ad agire, quanto piuttosto se sussiste una propria capacità o, forse meglio, una propria idoneità ad operare con la forza vitale in quel momento. In altre parole, si tratta di verificare se si è sufficientemente equilibrati e forti energeticamente per intervenire -e inevitabilmente interferire- in modo neutro con i soggetti interessati.
Sono profondamente convinta che chiunque intende lavorare con la forza vitale e vuole operare nei confronti di terzi deve necessariamente e preventivamente aver fatto su di sé un profondo lavoro di riequilibrio energetico, emotivo, psicologico e anche fisico. Questo per almeno tre ragioni:
– anzitutto perché è necessario conoscere ed aver sperimentato ciò che si propone ad altri in un’area tanto delicata quanto è quella della forza vitale;
– in secondo luogo per garantire al terzo un intervento competente, acritico e neutrale
– e infine –ma non meno importante- per avere la capacità di assorbire e sostenere gli effetti speculari che il lavoro con la forza vitale può generare verso di sé; non si tratta di auto difendersi, perché non esiste una forza vitale negativa, ma di saper gestire l’eventuale forza usata non in flusso costruttivo e gli effetti che ne conseguono.
La verifica del “Can I” è quindi una verifica della propria chiarezza interiore, del proprio equilibrio, della propria capacità energetica che consente di rinnovare costantemente anche l’umiltà del proprio intervento: per ricordarci che non siamo autori di alcun cambiamento nei soggetti interessati ma meri strumenti per consentire e agevolare il cambiamento previsto nel loro Progetto di Vita.
Per questi motivi ritengo che tale verifica debba essere rinnovata prima di ogni intervento o quanto meno quotidianamente, come stile di vita e di lavoro.
“Should I?”

L’ultima domanda presuppone la visione del proprio agire nell’ambito di un universo metafisico che ci sovrasta e del quale non ci è dato conoscere il senso complessivo: mira infatti a verificare se l’intervento che ci si accinge ad effettuare è coerente e rispettoso con l’Entropia Costruttiva (3) che ci sovrasta e in particolare con il percorso verso di essa che il destinatario dell’intervento sta realizzando.
Ancora una volta dunque la domanda mira a verificare una possibilità ma il senso profondo in questo caso è “il mio agire rispetta ed è coerente con il percorso che il destinatario dell’intervento sta realizzando nel flusso dell’ Entropia Costruttiva, con il suo Progetto di Vita ?”
Si tratta di una domanda che sconfina in un ambito metafisico e quindi potrebbe sembrare solo teorica, ma già la prime esperienze me ne hanno immediatamente segnalato l’importanza pratica.In alcuni casi la risposta è stata indubbiamente negativa e addirittura, in un caso che riguardava un luogo e più persone che lo frequentavano, la risposta stazionando tra il sì e il no, mi ha fatto intuire che l’intervento poteva coinvolgere solo alcuni di tali soggetti. E specialmente mi ha fatto intuire che per gli altri soggetti la situazione, pur migliorabile secondo una logica prettamente umana, era evidentemente coerente con il loro percorso di crescita animica.
Il senso profondo di tale domanda mi ha condotto così a due riflessioni:
– anzitutto, la consapevolezza che l’agire con la forza vitale richiede la profonda umiltà di rispettare un ordine metafisico che sfugge alla logica umana, ai suoi desideri e ai suoi tempi;
in secondo luogo, che l’intervento di ribilanciamento talvolta deve essere lento e progressivo senza pretesa di effetto immediato, ancorché la forza vitale abbia effetti immediati, perché in taluni casi il processo di crescita animica chiede tempi lenti e articolati.
Sulla base di queste riflessioni ritengo sia molto importante rispettare anche questa terza verifica: e quindi non operare nel caso la risposta sia negativa; approfondire il quesito e comunque differire l’intervento nel caso la risposta sia incerta.

NOTE:

1) Erwin Schrödinger nel 1935 introdusse il termine di entanglement: se due particelle si fanno interagire per un certo periodo e quindi vengono separate, quando si sollecita una delle due in modo da modificarne lo stato, istantaneamente si manifesta sulla seconda un’analoga sollecitazione a qualunque distanza si trovi rispetto alla prima.
Ecco un esempio: due particelle vengono lanciate in direzioni opposte. Se la particella A, durante il suo tragitto incontra una carica magnetica che ne devia la direzione verso l’alto, la particella B, invece di continuare la sua traiettoria in linea retta, devia contemporaneamente la direzione assumendo un moto contrario alla sua gemella. Questo esperimento dimostra che le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni e dimostra anche che la comunicazione è istantanea. Il fenomeno dell’entanglement ha così messo in discussione il vecchio «principio di località» per il quale ciò che accade in un luogo non può influire contemporaneamente su ciò che accade in un altro.
Nell’Ottobre del 1998 il fenomeno dell’entanglement è stato definitivamente confermato dalla riuscita di un esperimento effettuato dall’Institute of Technology di Pasadena, in California. In conclusione, la meccanica quantistica ha condotto ad abbandonare la descrizione della fisica classica deterministica, per arrivare a una descrizione probabilistica in cui gli stati e le proprietà del mondo microscopico non sono determinati, a priori, intrinsecamente, ma acquisiscono realtà solo se vengono misurati o se entrano in contatto con altri “oggetti”.
2) Poiché il rimedio omeopatico provoca gli stessi sintomi da curare è possibile che all’inizio della cura si produca un’esaltazione di tali sintomi o anche un loro aggravamento temporaneo. L’ “aggravamento omeopatico” va comunque considerato in senso positivo, anche se a volte fastidioso e opposto alla psicologia del malato che dalla terapia si aspetta il miglioramento, perché è la misura concreta di quanto il rimedio stia agendo correttamente e stia mettendo in atto la sua azione terapeutica.
3) Fabio Marchesi, La Fisica dell’Anima, Tecniche Nuove.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...